Carbonia Scrive: Familienalbum

Carbonia Scrive: Familienalbum Carbonia Scrive: Familienalbum

Venerdì 17 Ottobre alle ore 17:30 presso la Biblioteca Comunale di Carbonia, sita in viale Arsia s.n.c., nell'ambito della rassegna Carbonia Scrive, si terrà la presentazione del Libro di KATIA FUNDARÒ
FAMILIENALBUM Ed. Ischire.

Dialogherà con l'Autrice l'Editore Ciro Auriemma.

Katia Fundarò nata nel 1970 in Sardegna, Familienalbum edito da Ischire è il suo romanzo d’esordio. L’Autrice, di professione insegnante, ha lavorato in diverse regioni italiane e in Germania, attualmente vive in bilico fra Cagliari e la Germania.
Esordisce con una prosa complessa, stratificata, trascinando il lettore nei meandri di una verità frammentaria.
 
Familienalbum,  è un caleidoscopio di emozioni, situazioni ed esperienze umane, che racconta tre verità contraddittorie eppure complementari.
 Katia Fundarò costruisce un racconto a tre voci intimo e doloroso, in cui la vita sospesa di Julius diventa il pretesto per riesumare i segreti di una famiglia segnata dall'abbandono e dalla guerra. Con una prosa evocativa e intensa, l’autrice esplora il conflitto tra la memoria e una realtà costellata di rancori inespressi, mostrando al lettore che la verità, come le emozioni, è sempre parziale e personale.
Erik, ex soldato tedesco, ha vissuto l’orrore del conflitto e, con esso, l’irriducibile desiderio di libertà. Anna Maria, invece, ha sperimentato lo spaesamento di chi si sente indegno di ricevere amore, mentre entrambi, divisi dall’orgoglio e dal tempo, continuano a condividere un amore incondizionato per quel figlio conteso.
«Pazienza? È questa la soluzione che proponi? Come se per me fosse qualcosa di nuovo»
Anna Maria, esasperata, non trova pace al capezzale di Julius, il figlio pilota finito in rianimazione a causa di un tragico incidente. Attorno al letto d’ospedale, si riuniscono lei ed Erik, i suoi genitori separati, che tornano a parlarsi dopo decenni di lotte, silenzi e distanze che non possono essere colmate dalle parole. Così entrambi si abbandonano ai ricordi di un passato ancora troppo presente, ripercorrendo le crepe della loro storia fino al punto di rottura.
La verità, certo, figlio mio, è come la giustezza, molteplice e poliedrica. La verità si nutre di dicotomie. Ci sono almeno due facce dai contorni immediati, almeno due parti subito ravvisabili di una stessa apparenza: sogno e realtà, amore e odio, felicità e infelicità. Poi, sottili o marcate, ci sono le sfumature, la configurazione delle diverse possibilità.

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