Questa edizione del Carbonia Cinema Giovani Filming Lab mira alla realizzazione di un documentario dalla durata indicativa di 25’/30’. Il soggetto riguarda un personaggio (individuato dal team della Fabbrica del Cinema e dai conduttori dello stesso laboratorio) che vive in un piccolo centro del Sulcis. Si tratta di una persona intorno ai 30 anni, atleta di livello nazionale che gareggia anche in competizioni internazionali in giro per il mondo.
L’aspetto che rende interessante la vita di questa persona è la sua decisione di restare a vivere nel Sulcis, nonostante abbia avuto e abbia la possibilità di trasferirsi altrove, in luoghi dove poter portare avanti al meglio la propria attività sportiva.
Questa scelta dipende non da un attaccamento generico al proprio territorio ma ad un’idea più profonda del rapporto tra una terra, la Sardegna, considerata - a torto o ragione - di confine, l’Italia e il resto del mondo.
“Voglio riportare qui le cose che incontro lontano da qui”. In questa intenzione c’è l’attitudine a una relazione moderna con il “continente” e l’idea di valorizzazione di una comunità che è possibile arricchire senza per questo porsi da un punto di vista totalmente estraneo e distante.
Da qui la volontà di intraprendere l’attività di insegnamento sportivo per giovani e giovanissimi nel proprio paese.
Ma restare non è meno difficile che partire: la scelta controcorrente ha evidentemente delle implicazioni con cui fare i conti.
Il ritratto di questo personaggio è un’occasione per raccontare ancora una volta, dopo la Carbonia di “Scintille nel buio” , la tensione esistente di un territorio sempre in bilico fra orgoglio resistente e malinconica rassegnazione.
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